Daniele Orsato in visita nella nostra scuola

Mercoledì 30 novembre 2016, il famosissimo direttore di gara Daniele Orsato, arbitro internazionale di calcio, è venuto a farci visita a scuola, per parlare di rispetto per sé e per gli altri, e dei valori dello sport e della vita di tutti i giorni.

Prima di parlare in Auditorium davanti agli studenti della nostra scuola e del plesso di Monteviale, ha incontrato alcuni di noi alunni in aula di musica, adesso intitolata alla cara prof.ssa Carboniero. Una specie di conferenza stampa alla presenza di undici studenti, selezionati dal professore Manna in base alle domande preparate. E, subito dopo questo incontro, abbiamo preparato questo breve articolo.

Il sig. Daniele Orsato si è presentato, ha raccontato un po’ della sua vita privata e soprattutto della sua professione. Attualmente vive a Recoaro Terme e, come hobby, fa l’elettricista. È una persona molto rispettosa e orgogliosa di aver raggiunto gli obiettivi che aveva quando era un ragazzo. Ci ha pure detto che riesce a conciliare il suo lavoro con la vita in famiglia, con i figli William e Gabriel e sua moglie Laura.

Gli abbiamo chiesto quanto sia difficile essere imparziali e ottenere il rispetto da parte dei giocatori in campo. Mentre rispondeva, noi provavamo a prendere appunti perché poi avremmo dovuto scrivere questo articolo per il giornalino del nostro Istituto. Gli abbiamo chiesto quale sia l’aspetto più bello del suo carattere e ci ha risposto che la sua onestà e la sua imparzialità sono gli aspetti più belli.

Al termine di questa conferenza stampa, il signor Orsato ci ha firmato tantissimi autografi e abbiamo scattato alcune foto con lui. Eravamo tanto emozionati! In Auditorium alcuni studenti hanno letto la sua biografia e altri gli hanno fatto altre domande.

Lui, dopo averci parlato di rispetto e mostrato alcuni video, ci ha fatto capire il senso e l’importanza delle regole. La cosa che ci ha colpito di più è stato il video di un atleta alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992 che, seppur infortunato, voleva completare la gara e suo padre gli è venuto in soccorso.

In segno di riconoscenza e di gratitudine, il professor Giovanni Manna, che ha organizzato questo incontro, ha regalato al sig. Orsato un piccolo omaggio. Alla fine del suo intervento in Auditorium, noi studenti l’abbiamo ringraziato per la sua presenza e per le sue parole, con un fortissimo applauso. È stata una bellissima esperienza.

Partenze inaspettate

Penso che chiunque,grande o piccolo,sappia cosa voglia dire andarsene via. Ci sono persone che se ne vanno e che ritornano senza farsi notare e altre che vanno via e lasciano un segno nel cuore.

So che quando si tiene particolarmente tanto ad una persona, è difficile abituarsi a non vederla più. Nella classe 2^A, da quasi un mese e mezzo, c’è un banco vuoto e freddo. Quello era il posto di Alessia, che improvvisamente ci ha comunicato di doversi trasferire a Firenze.

Era l’8 aprile e tutta la classe era in trepidante attesa del saggio di classe che si sarebbe tenuto la sera stessa. Il professor Rossi era appena entrato in aula a comunicare agli alunni che sarebbero andati in una classe vuota per utilizzare la lavagna LIM. Come al solito un gruppetto di ragazzi rimase a parlare un po’ di più, distaccandosi dal resto della classe che stava salendo insieme al professore, quando all’improvviso Alessia prese dallo zaino un pacco di buste colorate e iniziò a piangere silenziosamente. I compagni allora le chiesero preoccupati che cosa la turbasse così tanto da farla piangere. Lei, però, si asciugò gli occhi con la manica della felpa ed accennò un sorriso senza dare spiegazioni.

Arrivati in classe, tutti gli alunni si sedettero, cominciando a chiacchierare mentre il professore accendendeva la LIM. Alessia, però,si alzò in piedi e con gli occhi bagnati dalle lacrime che le stanno nuovamente scendendo, consegnò le lettere una ad una poi si sedette e con un sospiro si asciugò il viso. Uno alla volta, i compagni incuriositi aprirono le lettere, ma rimasero delusi leggendone il contenuto. Qualche ragazza si lasciò travolgere all’emozione e pianse, qualcun’altra rimase apparentemente impassibile. Alessia si sarebbe trasferita con la sua famiglia a Firenze.

Adesso, Alessia Yu si trova a Firenze in una classe a sezione musicale, con tanti compagni che piano piano la stanno accettando. Noi della classe 2^A siamo ancora tristi per quella partenza improvvisa che ci ha lasciati con dei ricordi con cui fare i conti. Alcune persone della nostra classe, avevano trascorso anche i cinque anni delle elementari con lei e so che hanno sofferto molto più degli altri. Il suo banco è ancora in classe, ma è sempre vuoto e quell’assenza non si dimentica facilmente. Sappiamo che lei adesso è felice,  che non vede l’ora fi finire la scuola e che porterà il nostro ricordo nel suo cuore per sempre.

Sara Rosato, 2^A

 

Ever after High – “Il libro dei destini”

downloadQuesto libro è stato scritto nel 2013 da una scrittrice americana, Shannon Hale, ed è arrivato nelle librerie italiane nel 2014.

È un librone fantasy di 356 pagine ed è stato tradotto da Francesca Crescentini.

I personaggi sono i figli dei protagonisti delle fiabe più famose: la figlia di Biancaneve, che nella storia prende il nome di Apple White, oppure la figlia della Regina Cattiva, di nome Raven Queen, una ragazza che deve prendere grandi decisioni e vivere avventure impensabili e meravigliose insieme ad Apple.

Consiglio questo romanzo a tutti quelli che amano il fantasy e che da bambini hanno adorato le fiabe. È stupendo, fa viaggiare con la fantasia e, a volte fa sorridere, per esempio quando il narratore esterno si fa vocina interiore dei personaggi, in modo che essi si prendano un po’ in giro, oppure svelando “per errore” la continuazione della storia.

Ma questa storia mi è piaciuta anche perché tratta di un argomento molto sentito da noi giovani: IL NOSTRO FUTURO! Quante volte ci è capitato di chiederci cosa ci succederà in futuro? Tutti i protagonisti di questa storia sono destinati a diventare come i loro genitori, quindi Raven dovrebbe avvelenare una mela, darla a Apple e finire rinchiusa in uno specchio per sempre. Ma lei non vuole diventare come sua madre, e…

Nelle pagine di questo libro l’autrice scrive una frase che fa riflettere davvero molto… “Sii quello che vuoi essere” e ci fa capire che il nostro futuro non è né scritto né deciso, ma dipende da noi e dalle decisioni che prendiamo nel presente.

Da questo romanzo è tratta anche una serie televisiva di cartoni animati e molte di noi ragazze hanno giocato con le bambole ispirate a questa saga.

Agostini Camilla – classe 1° E

Intervista a Bruno Bicchi

INTERVISTA A BRUNO BICCHI  (mio nonno paterno di novanta anni)

D.- Com’era la scuola ai tuoi tempi?

R.- Si facevano solo le scuole elementari. Eravamo una classe da venticinque e non tutti i bambini venivano volentieri, perché la scuola era in paese, c’era chi abitava lontano in campagna e, siccome allora si andava a piedi, qualcuno perdeva tanto tempo solo per arrivare.

D.- Quali erano i giochi che facevi da bambino?

R. – Non avevamo giocattoli, perciò ci arrangiavamo. Ci eravamo ad esempio costruiti dei monopattini con le assi di legno ed i cuscinetti a sfera. Poi usavamo le scatole della cera da scarpe come barche e con quelle si facevano le gare sul fiume.

D.- Come si viveva quando avevi la mia età?

R.- Dopo le elementari a dodici anni si andava a lavorare. Io all’inizio, per esempio, incollavo il sughero all’interno dei cappelli e ho fatto questo lavoro fino allo scoppio della guerra. Dopo ho iniziato a fare l’operaio in fabbrica.

BICCHI BIANCA Classe 1 B

Progetto lì che non inquini

Le classi terze dell’Istituto Comprensivo di Costabissara a partire dal mese di marzo del 2016 hanno preso parte al progetto “licheni” organizzato dalla scuola e coordinato dai professori di scienze. Lo scopo del progetto, oltre far capire agli alunni cosa siano esattamente i licheni, è stato partecipare ad un concorso.

Il percorso ha avuto inizio in classe, con la somministrazione da parte degli insegnanti di un questionario contenente domande riguardanti i licheni e l’inquinamento; in questo modo i professori hanno potuto testare  le conoscenze dei ragazzi riguardo all’argomento al fine di preparare le lezioni in base alle esigenze di ogni classe.

Gli alunni poi hanno avuto il compito di fotografare i licheni presenti sugli alberi di Costabissara e, per organizzare meglio il lavoro, ogni classe è stata suddivisa in gruppi.

Tutte le foto fatte da ogni classe sono state poi unite e consegnate tramite una chiavetta USB al prof. Tasinazzo che le ha esaminate una ad una, per poi selezionare quelle adeguate.

I ragazzi che avevano fatto gli scatti migliori dovevano tornare sul posto, rifare le foto che erano state approvate usando l’applicazione per cellulari del concorso, condividendo la posizione in modo da poter localizzare tutte le foto per ogni foto bisognava comunicare all’alunna Marina Pellizzari il luogo e la persona che aveva fatto la foto. Le foto inviate hanno contribuito a far conoscere la distribuzione in Italia delle 4 specie di licheni che erano da trovare.

 In fine ogni classe ha dovuto preparare un eleborato artistico con i licheni, da inviare agli organizzatori del concorso.

Lorenzo D’Ilario

 

L’inclusione per la 1E

1-e-sul-pratoPer la giornata dell’inclusione noi alunni della classe 1E abbiamo realizzato un filmato partendo da parole come accoglienza, amore, umanità, uguaglianza e così via che, secondo noi, meglio spiegano e completano il significato del termine. Abbiamo preso questa decisione per diversificarci dalle altre classi e per realizzare qualcosa di originale.

Dopo esserci confrontati sul tema discutendone in classe e aver progettato l’attività, ad ogni alunno è stata assegnata una parola e una lingua in cui tradurla.

Il video è suddiviso in tre parti:

– nella prima noi alunni abbiamo pronunciato la nostra parola in italiano e nella lingua straniera, per poi

mostrare un’immagine o un gesto che la riguardasse;

– nella seconda fase le riprese sono state realizzate all’esterno, in un prato vicino la scuola. Lì abbiamo steso un lenzuolo bianco a terra e, uno alla volta, abbiamo stampato su di esso la forma della nostra mano, dopo averla intinta nei colori scelti in base alla

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nostra personalità;

– la terza parte si è svolta nella palestra della scuola: dopo esserci disposti in riga, abbiamo pronunciato uno alla volta la parola nella lingua straniera e poi voltandoci in sequenza, abbiamo foto-1e-1-finaleformato la frase “VIVA L’INCLUSIONE” attraverso delle lettere di carta attaccate al retro delle magliette bianche di ognuno di noi. Come ultimo gesto siamo corsi verso la telecamera, ciascuno salutando in modo diverso.

Garzotto Mattia e Carlotto Riccardo – classe 1E